Denunciare un contratto di locazione a nero

Con l’avvento della cedolare secca per la tassazione dei contratti di locazione, abbiamo assistito ad una vera e propria inversione di tendenza in fatto di registrazione dei contratti, e del relativo pagamento delle imposte da parte dei proprietari disonesti, presso l’agenzia delle Entrate. Molte somme sommerse sono state denunciate anche per la volontà degli inquilini, sempre meno disposti a versare a nero i canoni di locazione.

Tra l’altro, è bene sapere che la legge stabilisce che nei casi in cui non si registra all’agenzia delle entrate un contratto di locazione (che ricordiamo va effettuata entro 30 giorni dalla firma), lo stesso è da considerarsi nullo. Sempre come pro memoria, ricordiamo che le spese di registrazione del contratto di affitto sono al 50% a carico dell’inquilino e al 50% a carico del proprietario di casa.

Occorre ricordare anche che in assenza della regolare registrazione del contratto di locazione, nei casi in cui l’inquilino sia moroso – e nonostante questo si rifiuti di lasciare l’immobile alla scadenza del contratto di locazione (o anche in corso di esecuzione vistoil mancato pagamento dell’affitto dovuto al proprietario) – non è possibile minacciarlo di denunciare il fatto alla polizia, perché una denuncia di questo tipo farebbe subito scattare un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, con ulteriore beffa per il proprietario truffaldino che non così non riuscirebbe a recuperare nessun mancato pagamento, neanche facendo ricorso ad un giudice.

denuciare un contratto di affitto a nero

E beffa delle beffe per il cittadino fraudolento è che – in caso di danni (sia all’immobile sia al condominio o a terzi) – il proprietario dell’appartamento è il responsabile e ne risponde anche penalmente. Ma questo è un aspetto che non ci interessa, in quanto il cittadino che cerca di frodare lo stato non è difendibile.

Un locatario che non ottiene dal locatore il contratto registrato può in ogni momento inviare una segnalazione all’Agenzia delle Entrate anche in forma anonima, perché il legislatore ha dichiarato che l’accertamento fiscale deve partire anche in questo caso. In alternativa, è possibile scaricare il modulo (PDF) di esposto dal sito della Guardia di Finanza fornendo le proprie generalità (normalmente la denuncia la fa l’inquilino, ma è possibile che lo faccia anche un genitore o l’amministratore di condominio).

Per il proprietario mancante e inosservante della legge, c’è sempre la possibilità di ravvedimento entro l’anno in corso, registrando il contratto con il pagamento di una sanzione nei termini ridotti. Le sanzioni ordinarie previste vanno dal 120% al 240% dell’imposta non versata, ma con la possibilità di abbassare queste percentuali in base a quando viene registrato: ad esempio se ci si ravvede entro 90 giorni la sanzione sarà del 12% , se entro un anno sarà pari al 15%, oltre un anno dal contratto ecco scattare il 120%. In pratica, meglio farlo il prima possibile o appena ci si rende conto del problema.

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