Cedolare secca AirBnb: come funziona

Che cos’è la cedolare secca AirBnb? Di cosa si tratta e come funziona? Sebbene questo sito sia dedicato soprattutto a coloro che desiderano vendere casa a Roma, è opportuno fare comunque un po’ di chiarezza e ripercorrere dall’inizio tutte le novità introdotte, un po’ a sorpresa, il mese scorso per regolamentare le realtà sugli affitti brevi per le vacanze.

Nello specifico, la cedolare secca AirBnb è scattata dal 17 luglio 2017. Nello specifico, il pagamento della cedolare secca al 21% sugli affitti brevi, meglio nota come “tassa airbnb“ , che oltre ai proprietari degli immobili coinvolge anche i portali intermediari, con una trattenuta diretta alla fonte, è stata introdotta con la manovra correttiva della Legge di Stabilità 2017 (D.L. 50/2017 convertito nella L. 96/2017).

Leggi anche l’articolo correlato dedicato alla cedolare secca sugli affitti.
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Come funziona esattamente la cedolare secca AirBnb?

Dal mese di luglio 2017, quindi, entro ogni 16 del mese successivo la locazione, andrà versata l’imposta relativa al mese precedente, attraverso il modello di delega F24 e con il nuovo codice di tributo 1919 (la cui dicitura è “Ritenuta operata all’atto del pagamento al beneficiario di canoni o corrispettivi, relativi ai contratti di locazione breve – articolo 4, comma 5, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 “).

La ritenuta è effettuata a titolo di imposta, se viene scelta l’opzione di cedolare secca, oppure a titolo di acconto, se il titolare dell’immobile non sceglie in sede di dichiarazione dei redditi il regime della cedolare. Questo tipo di imposta è sostitutiva dell’Irpef e delle varie addizionali sui redditi derivanti dalla locazione.

Per completezza di informazione è bene ricordare anche che l’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati relativi ai contratti è punita con una sanzione da 250 a 2.000 euro, ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza. Questo tipo di imposta va versata per i contratti di locazione turistica breve e in generale non superiore ai 30 giorni, stipulati da persone fisiche e non società, e direttamente al proprietario o tramite intermediari (ad esempio tutti i portali online tipo homeaway o airbnb) che – come attività professionale – metteno in contatto persone in ricerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare, compresi gli intermediari che prevedono le pulizie dei locali o i servizi tipo cambio della biancheria e che devono certificare e dichiarare le ritenute operate.

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